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Campagne di Raccolta Fondi Integrate – dalla sensibilizzazione all’engagement

Campagne di Raccolta Fondi Integrate – dalla sensibilizzazione all’engagement

COME COSTRUIRE CAMPAGNE DI RACCOLTA FONDI INTEGRATE

Oggi più che mai la Raccolta Fondi ha bisogno di evolvere seguendo i nuovi comportamenti sociali, costruendo le proprie strategie a misura di sostenitore, adottando una prospettiva “donor centric”. E da questa regola non sfuggono neppure le campagne, che in questi ultimi anni, con l’ascesa degli strumenti digitali e dei social media, diventano centrali in ogni strategia, non solo di Raccolta Fondi. Oggi più che mai c’è bisogno di sintesi e integrazione: campagne che vivono on line e off line contemporaneamente, con obiettivi diversi ma integrati che si rafforzano vicendevolmente per raggiungere l’obiettivo più ambito: l’engagement delle persone.

Ce ne parla Annalaura Anselmi, Direttrice della Raccolta Fondi di Medici senza frontiere, che il 7 e 14 aprile terrà un corso su questo tema: Campagne integrate

Le campagne integrate: un cambio di paradigma per essere al passo con i tempi.

Mi chiamo Annalaura Anselmi, mi occupo di Raccolta Fondi da 17 anni e le campagne sono sempre state al centro del mio lavoro. Ho cominciato a lavorare nel no profit in Amnesty International, l’organizzazione che del campaigning ha fatto da sempre la sua bandiera: coinvolgere attivamente persone per ottenere cambiamenti concreti nella vita di altre persone. Ho visto evolvere questa attività dal potere di una firma cartacea all’attivismo on line delle “azioni urgenti”.

Poi in pieno boom digitale sono passata a Save the Children per occuparmi tra le altre cose del lancio di “Every One”, la campagna contro la mortalità infantile che implicò proprio un cambio di paradigma: il campaigning non solo come strumento di  sensibilizzazione ma di coinvolgimento attivo per raggiungere allo stesso tempo obiettivi di advocacy, di sensibilizzazione, di sviluppo progettuale e di raccolta fondi.

Oggi, come Direttrice Raccolta Fondi di Medici senza Frontiere mi ritrovo ad affrontare la sfida di sostenere la mission dell’Organizzazione, coinvolgendo attivamente simpatizzanti, volontari e donatori attorno ad una causa o uno specifico obiettivo: le campagne integrate sono uno degli strumenti più efficaci per farlo.

Dalla sensibilizzazione all'engagement.

Cerco sempre di non utilizzare termini inglesi quando scrivo in Italiano, trovo la nostra lingua troppo ricca di sfumature per sacrificarla, ma anche in questo caso ci sono eccezioni virtuose: trovo che il termine “engagement” sia una di queste, perché va oltre la mera sensibilizzazione e più in là della mobilitazione e del coinvolgimento attivo, basti pensare che il significato letterale d’oltremanica sta a indicare proprio quella promessa carica di emozione ma anche di impegno a lungo termine che è il matrimonio.

Ecco, credo che questo non lasci dubbi a nessuno di coloro che fa il nostro mestiere: riuscire a coinvolgere chi ci segue in modo attivo e partecipativo, rendendolo parte attiva della causa che abbiamo a cuore, vuol dire aver gettato le basi per un matrimonio felice tra noi e chi ci segue.

Come si crea una campagna integrata?

Ma così come nella preparazione di un matrimonio, nel nostro mestiere, non ci si improvvisa. Costruire campagne integrate efficaci significa sviluppare strategie di ampio respiro, dotarsi degli investimenti adeguati, ma soprattutto del set up organizzativo più funzionale a raggiungere obiettivi diversi che fanno capo ad aree diverse. Costruire la Campagna, quella con la C maiuscola, in cui è racchiusa la mission stessa dell’Organizzazione, significa innanzitutto partire dall’engagement interno, con un approccio nuovo, collaborativo ed integrato. E ovviamente saper misurare i risultati valorizzando ogni singola componente.

Come affrontare la sfida? 5 consigli per costruire campagne integrate ed efficaci.

Una sfida non banale, soprattutto oggi, in un contesto in cui la competizione per farsi ascoltare è altissima e riuscire a farlo in modo distintivo è sempre complicato. Nella mia esperienza, una campagna che raggiunga gli obiettivi prefissati deve avere una preparazione rigorosissima. Qualche consiglio pratico? Eccone 5, semplici e “provati”:

  1. Scegliete un tema rilevante per la vostra mission, solido, raccontabile, ma stando sempre attenti al contesto e agli interessi dei potenziali supporters;
  2. Fate engagement interno: una campagna integrata ha bisogno di mesi di preparazione, coinvolgendo ogni area dell’Organizzazione. E’ importante che tutti siano a bordo, consapevoli dell’importanza dello sforzo collettivo;
  3. Create la squadra giusta: avrete bisogno di un gruppo di lavoro integrato con un coordinatore che sappia utilizzare gli strumenti base del project management, a capo di una squadra con persone delle diverse aree che saranno poi chiamate a fare la loro parte per il successo della campagna;
  4. Definite obiettivi SMART (Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time-based), non solo per chi ci lavora ma anche per chi dovrà farli propri e sostenerli. E fate sì che siano coerenti tra di loro e possano rafforzarsi vicendevolmente;
  5. Definite in modo chiaro, semplice, comunicabile la “chiamata alle armi”, quella “Call to action” che è tanto cara a noi fundraisers…E se risulta oscura, complicata e poco concreta, ripartite dal punto 1).

Buon lavoro a tutte e tutti e se siete interessati ad approfondire terrò un corso il 7 e 14 aprile sulle Campagne Integrate

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Annalaura Anselmi

Esperta di Marketing e Comunicazione, dopo un’esperienza di 6 anni nel profit, Annalaura ha deciso di virare con decisione verso il mondo delle ONG, approdando ad Amnesty International, dove si è occupata per 4 annidi Raccolta Fondi da Individui, seguendo anche la start up del Face to Face e del Digital Fundraising. Per i successivi 7 anni ha lavorato a Save the Children come Head of Marketing Development seguendo tra le altre cose campagne trasversali, raccolta fondi in emergenza e progetti innovativi. Da 4 anni è la Direttrice Raccolta Fondi di Medici senza Frontiere.